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27 marzo 2008

Truthiness e realtà fittizia / Truthiness and fictitious reality

Tre anni fa, la American Dialect Society scelse le nuove migliori parole dell'anno corrente, il 2005. La vincitrice della categoria creativa fu whale tail, "coda di balena", riferita alla parte superiore di tanga che sbuca sopra la vita dei pantaloni o di una gonna, carino no?!

Tra le altre, truthiness: ossia la qualità di chi, invece di attenersi ai fatti, asserisce quello che sogna o desidera. In un suo show TV, Stephen Colbert esemplificò perfettamente il concetto: "Chi è l'enciclopedia britannica per dirmi che il canale di Panama sia stato terminato nel 1914? Se io desidero dire che è accaduto nel 1941, questa è la mia verità. Non mi fido dei libri. Sono tutti fatti e niente cuore". Ci costringiamo a vivere in un mondo di factiness, ed è incredibilmente faticoso, e frustrante. Ci resta il sogno e la creazione artistica.

Mi sono imbattuto in questo termine, "truthiness", navigando come mio solito su internet. Tutto ciò che riguarda il mondo della comunicazione mi affascina molto. Ho successivamente scoperto che esiste una vera è propria organizzazione che si chiama "War on thruthiness", che che incentiva le persone affinchè non ragionino seguendo ideologie vuote e devianti, ma anzi utilizzino il proprio cervello ed il proprio bagaglio culturale allo scopo di prendere decisioni importanti e meno importanti sulla propria vita. Dunque soprattutto in vista delle elezioni del 13 e 14 Aprile, chiedo soprattutto a voi connazionali italiani, di scegliere con attenzione e logica, a chi donare il vostro prezioso voto. Non facciamoci condizionare dagli ideologismi imperanti della nostra società. Non facciamoci tappare la bocca.

Fatevi un giro su http://warontruthiness.org/


Truthiness:

The quality of stating concepts one wishes or believes to be true, rather than the facts.

Origin: Stephen Colbert, "The Colbert Report," 2005

"Now I'm sure some of the Word Police, the wordanistas over at Webster's, are gonna say, 'Hey, that's not a word.' Well, anybody who knows me knows that I'm no fan of dictionaries or reference books. They're elitist. Constantly telling us what is or isn't true, or what did or didn't happen. Who's Britannica to tell me the Panama Canal was finished in 1914? If I wanna say it happened in 1941, that's my right. I don't trust books. They're all fact, no heart."

(Stephen Colbert)

Truthiness, and the ideology implied therein, currently represents the most forthright threat to the culture and people of the United States. Those who would attempt to surrender rationality and reason for illogical fear mongering and nonsense that flows from their gut are indeed this nation’s greatest enemy.

It is in the face of this great enemy that the Rationalists and Freethinkers of the University of Illinois at Chicago formally and vehemently declare war upon truthiness, its principles and purveyors. Either one stands with us, or they stand with the enemy, spreading terror under the guise of truthiness. From this day forward, any person, organization or nation-state that continues to utilize or support truthiness will be regarded by R.A.F.T. as a hostile actor, worthy of the harshest repercussions.

Think by yourselves...vote by yourselves.

Visit http://warontruthiness.org/


Cristiano Luchini


[Via warontruthiness.org]

Settimo episodio di Cafè Espresso Podcast - 7th Episode of Cafè Espresso Podcast

Ho da poco pubblicato il settimo episodio di Cafè Espresso Podcast.
Il tema è l'ideologia.

Cos'è l'ideologia?
L'ideologia è una pratica particolare in cui parole e idee vengono usate al servizio del potere, allo scopo di affermarlo, mantenerlo e difenderlo.

Le ideologie non sono reali perchè oscurano e mistificano la realtà. Le ragioni reali che esse nascondono, devono essere ricercate nella base economica, dove gli interessi di classe sono il vero motore della storia.

L'effetto di un'ideologia è idealizzare un'azione basata su di un interesse politico.

La gente vive nell'ideologia, che è una data rappresentazione del mondo.

Vi consiglio di cliccare sull'iconetta ADD TO iTUNES, presente nei link sottostanti, per abbonarvi velocemente e gratuitamente al podcast.
Il podcast e la musica sono tutelate da una speciale licenza Creative Commons.
Attendo i vostri commenti. Ciao!


I've just uploaded the seventh episode of Cafè Espresso Podcast .
The topic is the ideology.

What is the ideology?

The Ideology is a particular practice in which words and ideas are used at the service of the power, in order to affirm, keep and defend it.

The ideologies are not real because they obscure and mistify reality. The real reasons which they obscure, are to be researched in the economic basis, where the class interests are the real engine of history.

The effect of an ideology is idealizing an action based on a political interest.

People live in the ideology, that is a certain representation of the world.

It is better you click on the ADD TO iTUNES icon below, to subscribe easily and for free, to the podcast.
The podcast and the music are protected by a Creative Commons License.
I wait for your comments. Bye!

Cristiano Luchini



Click here to get your own player.

26 marzo 2008

La rivoluzione dei media / The media revolution

Come sapete mi sto specializzando in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale. Ho già realizzato un simpatico documentario sulla pizza ("Sapore Popolare") e a breve dovrò realizzarne un altro con i miei colleghi del corso di "Storia dei media". Il tema sarà la storia degli effetti dei mezzi di comunicazione di massa, sugli individui.
I professori ci hanno consigliato di guardare un interessante video sull'evoluzione dei media,
chiamato "Prometeus, la rivoluzione dei media". L'ho visto e l'ho trovato molto interessante.
Lo sottopongo anche alla vostra attenzione. Sicuramente troverete di vostro interesse un argomento cosi attuale. Buona visione!

As you already know, I'm taking the postgraduate degree in Entertainment industry and Multimedia Production. I've already realized a pretty documentary about pizza ("Sapore popolare") and, in a short time, I'll have to realize another one with my colleagues of the course "Media history". The topic will be the media effects history on people.
Teachers told us to watch an interesting video about media evolution, called "Prometeus, the media revolution". I watched it and I found it very interesting. I submit this video to your attention,too. I will surely find very interesting an actual topic like this. Enjoy!

Cristiano Luchini


15 marzo 2008

Il successo musicale di Yael Naim

Qualche giorno fa su Mtv mi è capitato di guardare il videoclip di "New Soul", di Yael Naim. La sua musica mi ha colpito per l'allegria e la dolcezza che trasmette. Ecco alcune notizie su di lei.

La cantautrice franco-israeliana Yael Naim nacque a Parigi nel 1978. All’età di quattro anni, si trasferì con i suoi familiari a Ramat HaSharon, in Israele, dove trascorse la sua infanzia ed imparò a parlare l’ebraico. Il suo approccio più diretto con la musica avvenne come solista nell’orchestra dell’aviazione israeliana. Iniziò la sua carriera di cantante con una parte nel musical “Le Dix Commandements” (I dieci comandamenti) ed il suo primo album, “In a man’s womb”, (Nel grembo di un uomo), fu rilasciato nel 2001. Fu anche interprete della canzone “You Disappear” (Tu sparisci) di Bruno Coulais, per il film Harrison’s Flowers diretto da Elie Chouraqui. Per il suo primo lavoro, si presentò semplicemente come
Yaël. Qualche tempo dopo, con il percussionista David Donatien, si rinchiuse per circa due anni nello studio di registrazione del suo appartamento a Parigi. Da questa stretta collaborazione nacquero le tredici tracce del suo secondo album, “Yael Naim", pubblicato il 22 Ottobre 2007, su etichetta “Tôt ou tard”. Le canzoni di sono in francese, inglese ed ebraico. Ricevettero ottimi commenti dalla critica e l’album fece il suo ingresso nella classifica francese degli album, alla posizione numero 11, dopo appena una settimana dalla pubblicazione. Lo stile viene da molti descritto come una commistione di sonorità folk e jazz, accompagnate da liriche misteriose ed evocative, cantate con voce leggermente roca.

Lo scorso Gennaio, Apple utilizzò il singolo “New Soul” nel debutto commerciale del computer portatile Macbook Air, dando a Yael Naim e alla sua musica, grande visibilità. La canzone debuttò nella classifica americana Billboard Hot 100, lo scorso 16 Febbraio alla posizione numero 9, diventando il primo singolo di Yael Naim riuscito ad entrare nella Top Ten più calda degli Stati Uniti. Oltre a questo, è diventata la prima interprete israeliana ad aver scalato le classifiche di vendita degli U.S.A.

Complimenti dunque a Yael Naim, una cantante che porta nuova linfa vitale alla musica mondiale, aprendole davanti nuovi ed interessanti scenari culturali.

www.yaelweb.com

Cristiano Luchini - da mp3.base



13 marzo 2008

I video di Cristiano - Cristiano's videos

Studio Scienze dello Spettacolo e della Produzione Multimediale, e da poco mi sto affacciando alla creazione di video.
Il cinema, il documentarismo, il mondo dei videoclip musicali, mi hanno sempre affascinato perchè mi consentono di evadere dalla realtà e di rifugiarmi in mondi nuovi e affascinanti.
Recentemente ho frequentato il corsi universitari di Cinematografia Documentaria ed il Laboratorio di Montaggio che mi hanno permesso di crearmi un’ottima base su cui costruire futuri progetti di lavoro.
Cercherò di pubblicare spesso i miei video, di qualunque genere essi siano, e spero li apprezzerete.


Ciao!


I study Entertainment Industry Sciences and Multimedia Production, and I started creating videos, some weeks ago.
I always liked cinema, documentarism, music videos, because they allow me to escape from reality, giving me the opporunity to take refuge in new fascinating worlds.
I recently attended the university courses of Documentary Cinematography and Video Editing Laboratoty, that allowed me to assimilate a solid basic knowledge, upon which I can build future work projects .
I’ll often try to upload my videos of different genres, and I hope you’ll like it.

Bye!

Cristiano Luchini



6 marzo 2008

Obama è un Mac. Hillary un PC

Le elezioni presidenziali americane destano grande curiosità. Il testa a testa tra Barack Obama e Hillary Clinton avviene soprattutto via internet. Tanti studiosi analizzano giorno per giorno i due favoriti alla Casa Bianca, sottolineando in particolare la diversa impostazione dei rispettivi siti web.

Il sito di Obama si presenta “fresco” da tanti punti di vista: per la veste grafica molto plastica (che ricorda quella di Apple) e soprattutto per la facile usabilità. Tutto infatti sembra perfettamente integrato e funzionante. Basti pensare che il buon Barack solo nell’ultima settimana, ha raccolto via web circa sei milioni di dollari. Scusate se è poco!
Il sito di Hillary invece si presenta decisamente più tradizionale, nei colori e nella costruzione generale. hillaryclinton.com
Un sito allo stesso tempo essenziale e curato. E molto attenta la gestione del blog e dobamahillarywinmcnamee.jpgel materiale video. Cosa che avviene anche su barackobama.com
In un mondo dove oggi tutto è comunicazione, lo scontro tra i 2 senatori non può tralasciare nulla. Un piccolo dettaglio può fare la differenza, anche se c’è già chi paragona la freschezza e l’innovatività di Obama a quella di un Mac, e la tradizionalità vecchio stampo di Hillary a quella di un PC. Ad ogni modo crediamo tutti che l’importante sia motivare gli elettori, ed entrambi ci riescono piuttosto bene. Non credete?

Cristiano Luchini

Articolo pubblicato su mp3.base

Is Obama a Mac and Hillary a PC?

I found very interesting this article about Obama and Clinton, appeared on nytimes.com

STYLES make fights — or so goes the boxing cliché. In 2008, they make presidential campaigns, too.This is especially true for the two remaining Democrats, Hillary Clinton and Barack Obama. Reporters covering the candidates have already resorted to traditional analysis of style — fashion choices, manner of speaking, even the way they laugh. Yet, according to design experts, the candidates have left a clear blueprint of their personal style — perhaps even a window into their souls — through the Web sites they have created to raise money, recruit volunteers and generally meet-and-greet online.

On one thing, the experts seem to agree. The differences between hillaryclinton.com and barackobama.com can be summed up this way: Barack Obama is a Mac, and Hillary Clinton is a PC.obama.jpg

That is, Mr. Obama’s site is more harmonious, with plenty of white space and a soft blue palette. Its task bar is reminiscent of the one used at Apple’s iTunes site. It signals in myriad ways that it was designed with a younger, more tech-savvy audience in mind — using branding techniques similar to the ones that have made the iPod so popular.

“With Obama’s site, all the features and elements are seamlessly integrated, just like the experience of using a program on a Macintosh computer,” said Alice Twemlow, chairwoman of the M.F.A. program in design criticism at the School of Visual Arts (who is a Mac user).

hillary-clinton.jpgIn contrast to barackobama.com, Mrs. Clinton’s site uses a more traditional color scheme of dark blue, has sharper lines dividing content and employs cookie-cutter icons next to its buttons for volunteering, and the like.

“Hillary’s is way more hectic, it’s got all these, what look like parody ads,” said Ms. Twemlow, who is not a citizen and cannot vote in the election.

Jason Santa Maria, creative director of Happy Cog Studios, which designs Web sites, detected a basic breach of netiquette. “Hillary’s text is all caps, like shouting,” he said. There are “many messages vying for attention,” he said, adding, “Candidates are building a brand and it should be consistent.”

In the long run, however, we believe that it is the ability to motivate the electorate that matters, not simple matters of style. And he’s a Mac user from way back.

[Via nytimes.com]